martedì 6 dicembre 2011

Sindrome da disconnessione - Nomofobia

Nomofobia è un termine di recente introduzione ( nomophobia nel mondo anglosassone) che designa la paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile. Questa paura , spinge l'individuo a controllare spesso lo stato della batteria del telefonino, a controllarne la presenza in borsa o in tasca, alla continua visione dello schermo per scovare la presenza di eventuali chiamate perse e crea un vero e proprio stato di terrore nell'individuo.
Nello specifico basta che il telefonino, piuttosto che il palmare o il notebook collegato in rete si spengano o si disconnettano a causa della batteria esaurita o di un improvviso guasto, o, più semplicemente, perchè si è entrati in una zona priva di campo o a causa della momentanea congestione della rete, per generare nella persona un vero e proprio stato psicopatologico di intensa e crescente ansia e paura.
Anche il rimanere per molto tempo lontani dal telefonino e/o dal computer provoca nell'individuo forti e problematiche emozioni di stress, ancora maggiori nei casi di dipendenza psicologica dal cellullare e/o dal pc connesso alla rete e/o dai Social Networks (es. Facebook), con tutti i molteplici sintomi e conseguenze negative a tali dipendenze collegate. Ne sono più colpiti gli uomini, 58%, i quali dichiarano di non poterne più farne a meno tanto da non spegnerlo quasi mai. Solitamente la Sindrome da Disconnessione affligge maggiormente individui con bassa autostima, difficoltà sociali, ansia diffusa, eccessiva sensibilità, pensieri ossessivi e comportamenti compulsivi, ma può anche arrecare serie preoccupazioni, paura, ansia, e stress in persone senza tali dinamiche psicologiche

mercoledì 1 giugno 2011

ATTACCHI DI PANICO

ATTACCHI DI PANICO
LA MENTE CHE SI INTRAPPOLA


“Non può vivere senza timore chi è causa del suo timore”
Epicuro


“ La lezione più importante che l’uomo possa imparare in vita
non è che nel mondo esiste la paura ma che dipende da noi trarne profitto
e che ci è consentito tramutarla in coraggio.”
R.Tagore



Gli attacchi di panico sono episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dell’ansia normalmente presente. Sono accompagnati da sintomi somatici e cognitivi, quali palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore. Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. E’ ovvio che la paura di un nuovo attacco diventa immediatamente forte e dominante. L’evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene diviene la modalità prevalente ed il paziente diviene schiavo del suo disturbo, costringendo spesso tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo e ad accompagnarlo ovunque, con l’inevitabile senso di frustrazione che deriva dal fatto di essere "grande e grosso" ma dipendente dagli altri, che può condurre ad una depressione secondaria. Ciò che emerge dai racconti dei pazienti è che la paura patologica scatta non appena essi concentrano la loro attenzione sull’ascolto di se stesse e sul controllo delle proprie funzioni e reazioni. Sono persone che cadono costantemente nella trappola paradossale del controllo che fa perdere il controllo: la mente non può controllare il proprio funzionamento mentre sta funzionando, gli occhi non possono guardarsi mentre stanno guardando … I primi attacchi si verificano di solito in situazioni agorafobiche (come guidare da soli o viaggiare su un autobus in città) e comunque spesso in qualche contesto stressante. Rivolgersi ad un professionista è il primo passo verso il cambiamento

martedì 1 marzo 2011

TOSSICOMANIA SENZA DROGA
Le nuove dipendenze, tra queste le Internet Dipendenze, la Dipendenza da Cellulare, il Gioco d'azzardo patologico, la Dipendenza Sessuale, la Dipendenza Affettiva, lo Shopping Compulsivo, la Dipendenza da lavoro si caratterizzano per l'assenza di una dipendenza da sostanza, ma per la presenza di distorsioni dello stile cognitivo, comportamenti compulsivi e problematici, ossessioni, disturbi di personalità, difficoltà relazionali e affettive, isolamento e ritiro sociale. Nelle nuove dipendenze patologiche non si tratta di uso e abuso di sostanze, come nelle tossicomanie o nelle tossicofilie, ma di comportamenti e relazioni disfunzionali e problematici riferiti a oggetti, attività, stili di vita, gestione del tempo, consumi, autopercezione, stili di attaccamento, vulnerabilità, difficoltà relazionali, rapporto con la realtà e con il mondo esterno. Le vittime delle nuove dipendenze sono giovani, adulti, anziani, donne, uomini. La trasversalità sociale, culturale, generazionale delle nuove dipendenze e la loro pervasività nella vita di uomini e donne, anche di diversa estrazione sociale, testimoniano non solo la loro veloce diffusione nell'ultimo decennio, ma anche e soprattutto la loro potenza e pericolosità, specie nei confronti dei bambini e dei giovani, per la loro intrinseca vulnerabilità più esposti a rischi di diversa natura.