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1 Dategli meno. Hanno troppo, non c’è dubbio. Il consumismo fa scomparire
il desiderio e apre le porte alla noia.
2 Quella che conta è l’intensità, non la quantità di tempo passato con i bambini.
I primi venti minuti del rientro a casa dal lavoro sono fondamentali. Devono essere dedicati al colloquio e alle coccole. E non certo a chiedere dei compiti o dei risultati.
3 I giochi più educativi sono quelli che passano attraverso la fantasia della madre e le mani del padre: bastano due pezzi di legno, ma i genitori ormai non sanno più inventare.
4 Dai tre ai cinque anni è bene avviare i bimbi ai lavoretti a casa, assieme ai genitori. È utile che sappiano stirare con un piccolo ferro o attaccare un bottone.
5 Sport. Prima di tutto deve essere lui a desiderarlo. Meglio se lo fa in gruppo, facendo capire che agonismo significa emergere con fatica e non diventare campioni. Ottime due o tre ore di palestra alla settimana. Poca competizione, grande beneficio fisico.
6 Va incoraggiata la cultura artistica abituandoli al bello. Teatro, musica, arti visive creano il desiderio di migliorare. I soldi spesi per la cultura sono quelli che rendono di più.
7 Ultimo suggerimento: ho una mia teoria e forse mi prenderanno in giro. La chiamo: la donna a tre quarti del tempo. Le donne che lavorano, la maggioranza, a fine giornata pensano già ai figli, alla spesa, agli impegni di casa e rendono poco. Non sarebbe meglio lasciarle uscire mezz’ora prima? I figli, tornando da scuola, le avrebbero a casa meno stressate e più disponibili. Più che di corsi, è di questo che i bimbi hanno bisogno.
Giovanni Bollea, neuropsichiatra infantile
Psicologa-Psicoterapeuta Via Guido D'Arezzo 35, 00198 Roma (zona Parioli)
tel. 328.35.46.476 e-mail: teresa.paolella@libero.it
giovedì 5 aprile 2012
martedì 7 febbraio 2012
Imbocco un'altra strada
Imbocco una strada.
C'è una buca profonda nel marciapiedi.
Ci casco dentro.
Sono perduta, non ho speranze.
Non è colpa mia.
Mi ci vuole un'eternità per trovare una via d'uscita.
Imbocco la stessa strada.
C'è una buca profonda nel marciapiedi.
Faccio finta di non vederla.
Ci casco di nuovo.
Non posso credere di trovarmi nello stesso punto.
Però non è colpa mia.
Mi ci vuole tantissimo tempo per uscirne fuori.
Imbocco di nuovo la stessa strada.
C'è una buca profonda nel marciapiedi.
la vedo. Ci casco dentro ugualmente, è un'abitudine.
Ho gli occhi ben aperti.
So dove mi trovo.
Riconosco che è colpa mia.
Ne esco immediatamente.
Ancora la stessa strada.
C'è una buca profonda nel marciapiede.
Le giro intorno.
Portia Nelson
C'è una buca profonda nel marciapiedi.
Ci casco dentro.
Sono perduta, non ho speranze.
Non è colpa mia.
Mi ci vuole un'eternità per trovare una via d'uscita.
Imbocco la stessa strada.
C'è una buca profonda nel marciapiedi.
Faccio finta di non vederla.
Ci casco di nuovo.
Non posso credere di trovarmi nello stesso punto.
Però non è colpa mia.
Mi ci vuole tantissimo tempo per uscirne fuori.
Imbocco di nuovo la stessa strada.
C'è una buca profonda nel marciapiedi.
la vedo. Ci casco dentro ugualmente, è un'abitudine.
Ho gli occhi ben aperti.
So dove mi trovo.
Riconosco che è colpa mia.
Ne esco immediatamente.
Ancora la stessa strada.
C'è una buca profonda nel marciapiede.
Le giro intorno.
Portia Nelson
martedì 6 dicembre 2011
Sindrome da disconnessione - Nomofobia
Nomofobia è un termine di recente introduzione ( nomophobia nel mondo anglosassone) che designa la paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile. Questa paura , spinge l'individuo a controllare spesso lo stato della batteria del telefonino, a controllarne la presenza in borsa o in tasca, alla continua visione dello schermo per scovare la presenza di eventuali chiamate perse e crea un vero e proprio stato di terrore nell'individuo.
Nello specifico basta che il telefonino, piuttosto che il palmare o il notebook collegato in rete si spengano o si disconnettano a causa della batteria esaurita o di un improvviso guasto, o, più semplicemente, perchè si è entrati in una zona priva di campo o a causa della momentanea congestione della rete, per generare nella persona un vero e proprio stato psicopatologico di intensa e crescente ansia e paura.
Anche il rimanere per molto tempo lontani dal telefonino e/o dal computer provoca nell'individuo forti e problematiche emozioni di stress, ancora maggiori nei casi di dipendenza psicologica dal cellullare e/o dal pc connesso alla rete e/o dai Social Networks (es. Facebook), con tutti i molteplici sintomi e conseguenze negative a tali dipendenze collegate. Ne sono più colpiti gli uomini, 58%, i quali dichiarano di non poterne più farne a meno tanto da non spegnerlo quasi mai. Solitamente la Sindrome da Disconnessione affligge maggiormente individui con bassa autostima, difficoltà sociali, ansia diffusa, eccessiva sensibilità, pensieri ossessivi e comportamenti compulsivi, ma può anche arrecare serie preoccupazioni, paura, ansia, e stress in persone senza tali dinamiche psicologiche
Nomofobia è un termine di recente introduzione ( nomophobia nel mondo anglosassone) che designa la paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile. Questa paura , spinge l'individuo a controllare spesso lo stato della batteria del telefonino, a controllarne la presenza in borsa o in tasca, alla continua visione dello schermo per scovare la presenza di eventuali chiamate perse e crea un vero e proprio stato di terrore nell'individuo.
Nello specifico basta che il telefonino, piuttosto che il palmare o il notebook collegato in rete si spengano o si disconnettano a causa della batteria esaurita o di un improvviso guasto, o, più semplicemente, perchè si è entrati in una zona priva di campo o a causa della momentanea congestione della rete, per generare nella persona un vero e proprio stato psicopatologico di intensa e crescente ansia e paura.
Anche il rimanere per molto tempo lontani dal telefonino e/o dal computer provoca nell'individuo forti e problematiche emozioni di stress, ancora maggiori nei casi di dipendenza psicologica dal cellullare e/o dal pc connesso alla rete e/o dai Social Networks (es. Facebook), con tutti i molteplici sintomi e conseguenze negative a tali dipendenze collegate. Ne sono più colpiti gli uomini, 58%, i quali dichiarano di non poterne più farne a meno tanto da non spegnerlo quasi mai. Solitamente la Sindrome da Disconnessione affligge maggiormente individui con bassa autostima, difficoltà sociali, ansia diffusa, eccessiva sensibilità, pensieri ossessivi e comportamenti compulsivi, ma può anche arrecare serie preoccupazioni, paura, ansia, e stress in persone senza tali dinamiche psicologiche
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