Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono essere realtà,
se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno.
Se sogniamo che la pietra è pietra,
questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere
che è più che un sogno.
E viviamo sognandola.
Sognare è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe
se smettessimo di sognare
che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo un amore
che ha smesso di essere sognato
fatto materia
e che si cerca sulla terra.
Pedro Salinas
Psicologa-Psicoterapeuta Via Guido D'Arezzo 35, 00198 Roma (zona Parioli)
tel. 328.35.46.476 e-mail: teresa.paolella@libero.it
martedì 5 ottobre 2010
lunedì 20 settembre 2010
QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO
E’ difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui…
(dalla canzone “Quello che le donne non dicono”).
Nasce così “Quello che le donne non dicono”, dalla canzone cantata dalla Mannoia che meglio racconta le mille “facce”, le mille gioie e le mille difficoltà delle donne
E’ questo ciò che voglio veramente? Cosa desidero fare? Cosa mi realizza al di là di come mi vedono gli altri? Quali i miei sogni, le mie aspettative? Insomma chi sono al di là di una moglie e di una madre presente ed amorevole?
Domande queste che ogni donna dovrebbe porsi davanti allo specchio, ogni giorno, ogni mattina. E’ giusto accontentarsi del ruolo che ci “impone” il matrimonio, i figli, o è anche necessario, ad un certo punto, aspirare a qualcosa di più, che ci permetta di sentirci realizzate.Spesso le paure superano i bisogni,e a volte succede che guardandosi allo specchio con occhi un po’ più “attenti”, del solito, ci si rende conto di non essere più sè stessi…quella che stavo osservando era la moglie di…la mamma di…per alcuni versi addirittura ancora la figlia di….
Gli incontri inizieranno ad ottobre. Per iscrivervi o avere informazioni potete contattarmi telefonicamente oppure tramite mail.
E’ difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui…
(dalla canzone “Quello che le donne non dicono”).
Nasce così “Quello che le donne non dicono”, dalla canzone cantata dalla Mannoia che meglio racconta le mille “facce”, le mille gioie e le mille difficoltà delle donne
E’ questo ciò che voglio veramente? Cosa desidero fare? Cosa mi realizza al di là di come mi vedono gli altri? Quali i miei sogni, le mie aspettative? Insomma chi sono al di là di una moglie e di una madre presente ed amorevole?
Domande queste che ogni donna dovrebbe porsi davanti allo specchio, ogni giorno, ogni mattina. E’ giusto accontentarsi del ruolo che ci “impone” il matrimonio, i figli, o è anche necessario, ad un certo punto, aspirare a qualcosa di più, che ci permetta di sentirci realizzate.Spesso le paure superano i bisogni,e a volte succede che guardandosi allo specchio con occhi un po’ più “attenti”, del solito, ci si rende conto di non essere più sè stessi…quella che stavo osservando era la moglie di…la mamma di…per alcuni versi addirittura ancora la figlia di….
Gli incontri inizieranno ad ottobre. Per iscrivervi o avere informazioni potete contattarmi telefonicamente oppure tramite mail.
lunedì 14 giugno 2010
Ortoressia: se il mangiare sano porta alla morte. Un nuovo disturbo del comportamento alimentare.
L’ortoressia è, in estrema sintesi, l’ossessione di mangiare soltanto cibi rigorosamente sani, assolutamente incapaci di nuocere in alcun modo a chi li ingerisce. Il nome di questa patologia, infatti, deriva dal greco orthos (giusto) e orexis (appetito). Rispetto alle più conosciute e diffuse anoressia e bulimia, l’ortoressia differisce nei comportamenti che induce: nell’anoressia e nella bulimia chi ne soffre concentra la propria attenzione sulla quantità del cibo; nell’ortoressia sulla sua qualità: quello che mangio è sano o è inquinato da sostanze tossiche? Quali probabilità ho di danneggiare il mio fisico ingerendo sostanze dannose all’organismo? Gli utensili che uso per cucinare sono igienicamente perfetti o possono trasmettermi malattie? Queste sembrano essere le domande che più si pone chi è malato di ortoressia. E per chi soffre di questa patologia le assicurazioni che il cibo sia biologico, biodinamico, sterile, igienicamente impeccabile paiono essere del tutto insufficienti. Questo dato è suffragato dal fatto che è altissimo il numero di sofferenti di ortoressia fra i vegetariani, i vegani (i cosiddetti “vegetariani integralisti”, che non consumano né latte né uova né altri prodotti animali), le classi sociali a più alto tasso di istruzione quindi più informate, i consumatori abituali di prodotti biologici e biodinamici. Sebbene in questo caso l’intento sia assolutamente positivo può capitare che compaiono dei disordini ossessivi - compulsivi della personalità. Pensate che l’ortoressico a lungo andare può arrivare a sentirsi addirittura superiore rispetto agli altri e come spesso accade per gli anoressici o i bulimici, può isolarsi. Non solo. Infatti può anche escludere talmente tanti alimenti dalla propria dieta da soffrire di gravi carenze alimentari.
A differenza dei bulimici e degli anoressici chi soffre di ortoressia è fisicamente normale. Ecco perché spesso una corretta diagnosi di questo disturbo arriva quando oramai è troppo tardi.
L’ortoressia è, in estrema sintesi, l’ossessione di mangiare soltanto cibi rigorosamente sani, assolutamente incapaci di nuocere in alcun modo a chi li ingerisce. Il nome di questa patologia, infatti, deriva dal greco orthos (giusto) e orexis (appetito). Rispetto alle più conosciute e diffuse anoressia e bulimia, l’ortoressia differisce nei comportamenti che induce: nell’anoressia e nella bulimia chi ne soffre concentra la propria attenzione sulla quantità del cibo; nell’ortoressia sulla sua qualità: quello che mangio è sano o è inquinato da sostanze tossiche? Quali probabilità ho di danneggiare il mio fisico ingerendo sostanze dannose all’organismo? Gli utensili che uso per cucinare sono igienicamente perfetti o possono trasmettermi malattie? Queste sembrano essere le domande che più si pone chi è malato di ortoressia. E per chi soffre di questa patologia le assicurazioni che il cibo sia biologico, biodinamico, sterile, igienicamente impeccabile paiono essere del tutto insufficienti. Questo dato è suffragato dal fatto che è altissimo il numero di sofferenti di ortoressia fra i vegetariani, i vegani (i cosiddetti “vegetariani integralisti”, che non consumano né latte né uova né altri prodotti animali), le classi sociali a più alto tasso di istruzione quindi più informate, i consumatori abituali di prodotti biologici e biodinamici. Sebbene in questo caso l’intento sia assolutamente positivo può capitare che compaiono dei disordini ossessivi - compulsivi della personalità. Pensate che l’ortoressico a lungo andare può arrivare a sentirsi addirittura superiore rispetto agli altri e come spesso accade per gli anoressici o i bulimici, può isolarsi. Non solo. Infatti può anche escludere talmente tanti alimenti dalla propria dieta da soffrire di gravi carenze alimentari.
A differenza dei bulimici e degli anoressici chi soffre di ortoressia è fisicamente normale. Ecco perché spesso una corretta diagnosi di questo disturbo arriva quando oramai è troppo tardi.
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