Psicologa-Psicoterapeuta Via Guido D'Arezzo 35, 00198 Roma (zona Parioli)
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lunedì 18 febbraio 2013
Quello che non riesco a dire a parole lo dico con il corpo
I disturbi del comportamento alimentare sono in rapida crescita, la fascia adolescenziale è quella maggiormente colpita e le ragazze si ammalano più dei ragazzi. Il problema è complesso , e più volte si è cercato di semplificarlo additando la moda o le immagini televisive come colpevoli perché responsabili di proporre un modello di bellezza diafana e magra al limite della sopravvivenza . Sicuramente l’aspetto sociale incide su questa patologia ma è altrettanto vero che il disturbo è molto complesso. La caratteristica essenziale dei disturbi dell’alimentazione è che l’autostima è intrinsecamente connessa alla forma e al peso del corpo. L’anoressia nervosa è caratterizzata da una significativa perdita di peso dovuta a un’eccessiva riduzione dell’assunzione di cibo, spesso associata a condotte di evacuazione. A causa di una paura intensa di diventare obese . le persone con anoressia nervosa spesso si rifiutano di mantenere un peso corporeo minimamente normale. Hanno spesso disturbi significativi della percezione del proprio corpo (per esempio, si sentono grasse quando sono emaciate). La perdita di peso è sentita come una conquista e un segno di grande autocontrollo e disciplinare. La bulimia nervosa è caratterizzata da un ciclo di abbuffate seguite da condotte di evacuazione con cui si cerca di liberare il corpo da calorie non desiderate e di evitare un aumento di peso. Un ‘abbuffata è definita come l’assunzione di grandi quantità di cibo in un breve periodo di tempo ( in genere meno di due ore), accompagnata da una disforia transitoria , spesso seguita da umore depresso , severe autocritiche e la sensazione di non avere il controllo su ciò che si sta mangiando. Le condotte di evacuazione, in genere , implicano vomito o abuso di lassativi , oppure eccessiva attività fisica, digiuni e uso di diuretici, farmaci dimagranti e clisteri. Sembra che l’ anoressia e la bulimia abbiano una prevalenza maggiore nelle società industrializzate , dove vi è abbondanza di cibo e la capacità di attrarre del corpo è associata alla magrezza.
I disturbi dell’alimentazione sono facilmente riconoscibili per mezzo dei comportamenti sopra descritti, ma rappresentano più di un semplice problema con il cibo. Sono disturbi psicologici e complessi , con aspetti che spesso non sono evidenti né a chi ne soffre né a un osservatore esterno, per questo è molto importante rivolgersi ad un professionista per farsi aiutare.
Dott. Teresa Paolella
Psicologa-psicoterapeuta
venerdì 14 dicembre 2012
lunedì 1 ottobre 2012
Attacchi di panico
ATTACCHI DI PANICO
“ La mente che si intrappola”
“Non può vivere senza timore chi è causa del suo timore”
Epicuro
“ La lezione più importante che l’uomo possa imparare in vita
non è che nel mondo esiste la paura ma che dipende da noi trarne profitto
e che ci è consentito tramutarla in coraggio.”
R.Tagore
Gli attacchi di panico sono episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dell’ansia normalmente presente. Sono accompagnati da sintomi somatici e cognitivi, quali palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore. Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. E’ ovvio che la paura di un nuovo attacco diventa immediatamente forte e dominante. L’evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene diviene la modalità prevalente ed il paziente diviene schiavo del suo disturbo, costringendo spesso tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo e ad accompagnarlo ovunque, con l’inevitabile senso di frustrazione che deriva dal fatto di essere "grande e grosso" ma dipendente dagli altri, che può condurre ad una depressione secondaria. Ciò che emerge dai racconti dei pazienti è che la paura patologica scatta non appena essi concentrano la loro attenzione sull’ascolto di se stesse e sul controllo delle proprie funzioni e reazioni. Sono persone che cadono costantemente nella trappola paradossale del controllo che fa perdere il controllo: la mente non può controllare il proprio funzionamento mentre sta funzionando, gli occhi non possono guardarsi mentre stanno guardando … I primi attacchi si verificano di solito in situazioni agorafobiche (come guidare da soli o viaggiare su un autobus in città) e comunque spesso in qualche contesto stressante. Rivolgersi ad un professionista è il primo passo verso il cambiamento
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